I corpi parlano

Andrea Romano, deputato e neopresidente della commissione d'inchiesta sulla Moby Prince, dialoga con FEDERICO ZATTI, autore di Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince (Mondadori). Modera Andrea Frailis.

Sono passati trent'anni da quella che ancora oggi rimane la più grande tragedia della nostra marina civile. La sera del 10 aprile 1991 il traghetto di linea "Moby Prince", in partenza dal porto di Livorno e diretto a Olbia, entrò in rotta di collisione con la petroliera "Agip Abruzzo", all'ancora in rada, sfondandone la fiancata di dritta e provocando un incendio in cui persero la vita centoquaranta persone. La causa dell'incidente venne attribuita fin da subito a un errore del comandante della "Moby Prince", morto nel disastro, e a una fitta nebbia improvvisa. Ma sulla plancia del traghetto quella sera c'era Ugo Chessa, uno dei migliori comandanti in circolazione, e la visibilità era buona. I soccorsi furono tardivi, ma quando i pompieri riuscirono finalmente a domare le fiamme e a salire sulla "Moby Prince" trovarono quasi tutti i corpi dei passeggeri riuniti al centro della nave: molti avevano le valigie con loro e indossavano il giubbotto di salvataggio, pronti ad affrontare l'emergenza. Ma com'è possibile? Non doveva trattarsi di un incidente che aveva colto tutti di sorpresa? Evidentemente no.

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  • CODRONGIANOS
  • Area Festival di Saccargia
  • Domenica 1 agosto
  • 21.30